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il_posto_delle_fragole
ovvero Le luci della ribalta


Diario


25 ottobre 2008

L'anima al diavolo

Ha avuto una bella intuizione Giovanni Polimeni a parlare di "ritardarietà" genetica dell’italiano; il suo acuto intervento, che critica il pessimo tempismo nella presa di coscienza e nelle proteste, non cela la delusione per la generale indifferenza verso la petizione lanciata da Sitosophia contro il DL 112 (convertito nella L 133/2008) in tempi ancora non sospetti, tempi ancora troppo poco maturi per i nostri baluardi d'opposizione, già in vacanza con la testa.


Passata l’estate, il panorama che appare sotto gli occhi mi dà molto da pensare. Quello che più è inspiegabile è l’imperante indifferenza di ampi strati della società – studenti, innanzitutto - ma soprattutto della gente comune, che non mi sembra abbia bene afferrato i veri termini della questione. Ho impressione che l’opinione prevalente consideri la protesta di esclusivo interesse delle persone direttamente coinvolte dal provvedimento, e cioè docenti, insegnanti di sostegno, ricercatori, precari degli Enti di Ricerca; che quindi non percepisca la reale portata della riforma. Credo che di questo siano causa anche le scelte di molti organi d’informazione (non solo filogovernativi) che hanno dipinto una guerra tra la ministra e gli insegnanti/studenti, hanno parlato di grembiuli e maestro unico e hanno snocciolato per mesi solo montagne di cifre, tagli ridimensionamenti parlando ben poco del problema “ideologico” che sta a monte, ovvero la concezione dell’istruzione dalla scuola dell’obbligo ai più alti livelli della formazione. Della scelta tra investire nella cultura e nella ricerca, nella preparazione di una classe dirigente efficiente e produttiva, tollerante e pluralista, o l’impoverimento strutturale del sistema a favore dei buchi della finanza “creativa”, degli scandali creati dalla funesta gestione delle società pubbliche, dei manager che per tutta ricompensa sono promossi a più alti incarichi. 


Ma cosa ancora più grave è il fatto che la gente pensi di trovarsi di fronte ai consueti e inconcludenti latrati odiosi contro il Governo, alle semplici e partigiane sollevazioni monocolore, alle sterili proteste volte ad imbrigliare una crassa faciloneria scambiata per responsabile decisionismo. Brillante risultato della maggioranza, indubbiamente, ma è proprio pensando alla maggioranza che più mi rabbuio: un tema tanto cruciale e assolutamente “trasversale” come l’istruzione non può essere oggetto solo delle proteste dell’opposizione, una tale riforma non può essere supinamente accettata con lo stesso spirito cameratesco e l’accondiscendenza che hanno caratterizzato l’azione degli alleati della coalizione di governo. Dove ha abbandonato il buonsenso la cultura di destra? Che cosa l’ha trasformata in una succube serva dell’esecutivo, in una cieca idolatra del potere, della poltrona? Per quale oscuro fine si è venduta l’anima?

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